Stradivari


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Antonio Stradivari (Cremona, 1644 – Cremona, 18 dicembre 1737) è stato un liutaio italiano, menzionato anche con il nominativo in lingua latina Antonius Stradivarius.

È stato un costruttore di strumenti a corde di straordinaria fattura come violini, viole, violoncelli, chitarre, arpe; in quest’ambito è universalmente riconosciuto come uno dei migliori. Si avvalsero delle sue creazioni anche Niccolò Paganini e Giovanni Battista Viotti, che le fece apprezzare in Francia e in Gran Bretagna

foto_violini Non abbiamo notizie certe sulla nascita di Stradivari, salvo il nome del padre, Alessandro, e la data approssimativa, situata tra la fine del 1643 e il 1649; che sia nato a Cremona è desunto dal fatto che nelle etichette degli strumenti si definiva Cremonensis[3]. Senza dubbio, la madre non può essere identificata con la tradizionale Anna Moroni in quanto questa era sposa di un Alessandro Stradivari morto nel 1630, ben prima della nascita di Antonio. Un violino riporta l’etichetta Antonius Stradivarius Cremonensis Alumnus Nicolaij Amati, Faciebat Anno 1666[4], unica testimonianza di un discepolato presso l’illustre liutaio cremonese Nicola Amati.
Sorprendentemente, di questo periodo rimangono solo una ventina di strumenti, quindi si ipotizza che parte del suo lavoro fino agli anni ottanta fosse alle dipendenze di altri liutai, ad esempio Amati e Francesco Ruggieri. La produzione a suo nome è di pregevole qualità, sebbene non geniale. Tra gli strumenti di questo periodo, un tipico esempio è il violino chiamato “Sellire”. Nel 1680 Stradivari acquistò una casa, con annesso laboratorio, in piazza San Domenico (oggi piazza Roma), nel quale lavorò fino alla morte.antonio-stradivari-1
Dopo il 1690, emerse prepotentemente la sua originalità: agli spigoli duri del decennio precedente vengono ora accostati un filetto più largo, effe più accentuate, curvature più forti nella tavola armonica, maggiore intensità e profondità della vernice.[3] I violini si orientano verso maggiori dimensioni (36 cm di lunghezza della cassa), avvicinandosi ai modelli bresciani, soprattutto di Giovanni Paolo Maggini, e acquistano una maggiore pienezza e profondità di voce.[7] In questo periodo ,tra 1690 e 1700,i violini stradivariani sono chiamati “i lunghetti”.

Uno stupendo brano interpretato da David Garret

Continua….

Orofiorentino

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