Le tre Grazie


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In quest’opera Antonio Canova ( E’ stato uno scultore e pittore italiano, ritenuto il massimo esponente del Neoclassicismo in scultura e soprannominato per questo «il nuovo Fidia».) riprende il soggetto d’ispirazione mitologica delle Grazie figlie di Zeus: Aglaia, Eufrosine, e Talia, le tre divinità benefiche che diffondevano splendore, gioia e prosperità nel mondo umano e naturale.

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Fu Giuseppina di Beauharnais, la prima moglie di Napoleone Bonaparte, a invitare Antonio Canova ad iniziare il gruppo scultoreo raffiguranti le Tre Grazie, come emerge in una lettera del 1812 in cui Giuseppe Bossi scrisse allo scultore di avere «sentito il vociferare che tu debba fare per questa Signora [la Beauharnais] un gruppo delle tre Grazie». La Beauharnais, tuttavia, non vide mai il gruppo, siccome Canova, che già nel 1813 si rammaricava di non poterle mostrare almeno un disegno, ultimò le Tre Grazie nel 1817, dopo la morte di lei (avvenuta nel maggio del 1814)

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L’opera riscosse uno sfolgorante successo. Due persone in particolare, furono particolarmente prodighe di complimenti verso lo scultore. Il primo era John Russell, VI duca di Bedford, che colpito dalla bellezza del marmo, tentò di acquistarlo: l’opera, tuttavia, fu reclamata da Eugenio di Beauharnais (figlio di primo letto di Giuseppina) e trasportata in Russia, per poi entrare nel 1901 nelle collezioni del museo dell’Ermitage (dove si trova tuttora). Il duca fu pertanto costretto a richiederne una seconda redazione, completata dal Canova nel 1817 e prontamente ricollocata nella sua residenza di campagna, Woburn Abbey (oggi è esposta al Victoria and Albert Museum di Londra). A risentire della leggiadra e morbida sensualità delle Tre Grazie fu anche il poeta Ugo Foscolo, autore per l’appunto di un carme Alle Grazie, dedicato al Canova:

«Forse (o ch’io spero!) artefice di Numi,
nuovo meco darai spirto alle Grazie
ch’or di tua man sorgon dal marmo»

CURIOSITA’:

Per ricordare la felice riuscita del gruppo delle Tre Grazie Canova istituì tre donazioni annuali di sessanta scudi romani ciascuna, da consegnarsi ad altrettante ragazze Possagnesi …paese natale del Canova, povere e di buoni costumi, che si fossero sposate.

Orofiorentino

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