Centenario Franco Scaglione, 8 Ottobre 2016 Prato


prato-8-ottobre-2016

Recensione dell’evento di
Paolo Giaconi
12 ottobre alle ore 1:23

Un Paradigma per il centenario dalla nascita di Franco Scaglione

Si è svolta a Prato sabato 8 Ottobre nel complesso di Prato City, la presentazione del libro del professor Massimo Grandi dal titolo Paradigma Scaglione edito da ASI. La manifestazione organizzata dal Club Ruote Storiche di Prato, è il primo evento nazionale dedicato al centenario dalla nascita del designer Franco Scaglione. La location scelta nel centro della città toscana è stato un ex edificio in cui negli anni ’50/’60 veniva fatta la cernita degli stracci per l’industria tessile e che ora è adibito a centro direzionale e commerciale, dove per l’evento sono state posizionate alcune vetture disegnate dalla matita di Franco Scaglione.

Poster Tiziano

Al tavolo dei Relatori il Presidente del Club Ruote Classiche Tiziano Cherubini con il Vice e delegato ASI Dario Duina e il Professor Massimo Grandi autore del libro. Tra i presenti in sala la figlia di Franco Scaglione, Giovanna la quale ha ringraziato per l’invito e per aver realizzato un evento in memoria del padre. Nel suo intervento ha approfittato per fare chiarezza in merito ad alcuni articoli che durante gli anni sono apparsi sulla stampa specializzata, in cui si descriveva uno Scaglione egocentrico che amava mettersi in mostra e di un conflitto tra lui e Nuccio Bertone. Niente di tutto questo. Inoltre spesso si è scritto che non partecipava attivamente allo sviluppo dei progetti, riferendosi al periodo in cui lavorava con Bertone. In quel periodo – dice la figlia Giovanna – aveva un contratto con la Bertone, ma non era un dipendete e spesso quando doveva lavorare ad un’idea o sviluppare un particolare di un’auto, si recava in un piccolo bar nei pressi di viale Peschiera a Torino (dove allora si trovava la sede della carrozzeria Bertone). Lì si concentrava e trovava quel silenzio di cui aveva bisogno per esprimere le proprie idee, perchè il suo ufficio in Bertone si affacciava sul reparto dei battilastra dove per tutto il giorno plasmavano a colpi di martello le lamiere di acciaio per creare le parti delle carrozzerie delle Alfa Romeo. Spesso si è parlato anche di attriti tra Scaglione e Nuccio Bertone, ma si trattava solo di scambi di opinione tra chi ogni giorno lavorava fianco a fianco per sviluppare progetti.
Sulla vita di Franco Scaglione non ci sono molti testi, nel 2009 ASI realizzò una monografia a firma di Giuliano Silli, in collaborazione con lo storico dell’automobile Tito Anselmi. Nel corso della sua breve vita professionale (a 57 anni si ritirò dall’attività professionale dopo la dolorosa esperienza con l’Intermeccanica di Frank Reisner), ha realizzato oltre 60 modelli di auto alcuni dei quali sconosciuti per anni ed a lui attribuiti alla sua matita, dopo un attento studio. Altri famosi nel modo come le tre BAT, la Giulietta Sprint e Giulietta SS e la Alfa Romeo 33 stradale. Il libro del Professor Grandi infatti va a studiare la tecnica con cui Scaglione realizzava le sue forme e per questo ha dovuto ridisegnare quelle forme e solo così è stato possibile capire che quelle forme geometriche hanno una continuità, una “profonda ragione tecnica”. Scaglione amava quelle fantasie nate in America, ma aveva in se quella tecnica dell’aviazione che aveva studiato all’università e che si svilupparono nella prima metà del Novecento in Austria e Germania. La teoria della Goccia, la forma più semplice e funzionale che si trova in natura, nella quale si trova la proporzione di un quinto: la lunghezza è 5 volte la larghezza. L’applicazione sulle auto aveva bisogno di uno stratagemma dice Grandi: “Dato che la larghezza deve essere inferiore ad 1,5 metri dovrei fare un’auto lunga 7 metri. L’applicazione del padiglione a forma di goccia deve rimanere entro dimensioni standard, ma la vena fluida che l’aria che lo percorre tende a staccarsi all’altezza del montanti posteriori. Per questo serve qualcosa che catturi e riallinei materialmente il flusso sulla parte posteriore della coda,” – Scaglione per questo motivo realizzava le “pinne” laterali sulle sue vetture , profilate e sottili, capaci di mantenere l’aderenza della vena fluida, forzando l’aria nella direzione di convergenza sull’asse longitudinale della vettura immediatamente dietro la coda stessa nel vertice posteriore della goccia virtuale”. Queste sue idee avevano trovato terreno fertile grazie alla collaborazione con la carrozzeria Bertone. Fu proprio Nuccio che gli aveva permesso di fare queste applicazioni pure, grazie all’alfa Romeo che aveva commissionato delle applicazioni di stile. Nacquero infatti l’Abarth 1500 e le BAT 5,7 e 9, auto avveniristiche se si pensa che la prima fu realizzata nel 1952.
Per Grandi tra le auto di bellezza estrema c’è l’Arnolt Bristol Coupe è in cui ci sono “Equilibri aerodinamici incredibili”.
Durante la sua documentazione per realizzare il libro, Grandi si è imbattuto nella foto di un modello di Alfa Romeo spider del quale non conosceva l’esistenza, pubblicato da una rivista olandese e che grazie ad un appassionato belga è riuscito a risalire all’esistenza una Alfa Romeo 1900 sportiva con un telaio 0001 del quale non c’era traccia neppure negli archivi dell’Alfa Romeo.

La presentazione del libro a Prato City ha visto anche lo spazio per le molte domande da parte del numeroso pubblico presente, in merito ad un personaggio come Franco Scaglione, genio dell’aerodinamica, a molti sconosciuto e misterioso per la sua uscita prematura dal mondo dell’automobile nella seconda metà degli anni settanta, “esiliato” in un piccolo paesino, Suvereto in Provincia di Livorno, dove si era ritirato per trascorrere gli ultimi anni di vita.

4 commenti su “Centenario Franco Scaglione, 8 Ottobre 2016 Prato

  1. Lord Ninni scrive:

    Un compendio, mia signora, che è bellezza e potenza.
    Leggere di queste righe regala e porta una più alta considerazione del mondo.
    Un genitore dalla sensibilità artistica così sottolineata, è un’ambizione che non ha seguito.

    Pochi possono notare e vantare una tale qualità.
    Avete avuto, milady, la gioia di poter essere la storia, proprio come i vostri antenati e meritarla in punta di spada.

    Grazie

    La storia siamo noi

    Antonmaria

    • orofiorentino scrive:

      Carissimo Ninni, che gioia leggerti per questa occasione per me così importante. Devo dire che quest’anno è stato molto intenso per questo centenario che ha reso a babbo quello che non sempre gli è stato concesso da vivo. Sono contenta di essere riuscita, in tutti questi anni, a mantenerne vivo il ricordo, non solo attraverso i suoi progetti ma anche come persona unica per la sua serietà profonda, per la sua profonda cultura sotto ogni punto di vista e la generosità.
      Ora sono due i libri dedicati a lui e se tutto va bene faremo anche un libro per le scuole…a fumetti come ti ho accennato.
      Grazie Ninni per essere sempre presente con la tua gentilezza e amicizia
      un abbraccio

      Giovanna

  2. Maria Silvia scrive:

    Cara Giovanna

    È stata una bella emozione leggere l’ omaggio a Tuo padre. Capisco il Tuo orgoglio: è un degno rappresentante della genialità italiana.
    Mi unisco nel ricordo, sentimi vicina con un abbraccio.
    Buona domenica

    Maria Silvia

    • orofiorentino scrive:

      Carissima, non so come ringraziarti per la condivisione alla mia gioia. So ch’è dettata dal cuore e dall’affetto quindi per me è ancora più importante. Scusami se non ho risposto subito ma non avevo visto che il commento era fra i sospesi. Un bacione mia cara e un grazie speciale

      Giovanna

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