L’ultimo saluto ( dal blog di Lord Ninni ) poesia celtica


L’Ultimo Saluto
Il tramonto porta sempre le tenebre
e sfonda il cuore con spade di stelle.
Un uomo fuggiva nell’ombra della sera.
“Perché scappi cavaliere?” chiese la Notte.
“Porto la mia luna nei dolci
cipressi della mia fanciulla;
busserò in queste ore di morte
alla sua finestra
e ci perderemo in infinite orge” rispose.

“Sai d’amore nascosto, cavaliere;
una profonda tristezza
imprigiona il tuo cuore”.

“Taci demone notturno!
Le tue parole mi sanno d’assenzio;
lasciami andare dal mio angelo di miele
e dai suoi semi di cristallo spento e rosa nera”.
Il tramonto porta sempre le tenebre
e sfonda il cuore con spade di stelle.

“Dove fuggi cavaliere dell’ombra?” chiese il Vento.
“Lontano dal tuo sporco soffio,
in una stanza d’oro e d’avorio
dove colmerò di luce
l’immenso gorgo della mia anima”.

“Vedo la morte che gioca col tuo sonno
e lo frantuma
con orologi di vetro”.
“Invidioso vento, potessi tu viaggiare
nel buio della mia dama
che odora di campi di grano e favole del crepuscolo!”.
Il tramonto porta sempre le tenebre
e sfonda il cuore con spade di stelle.

“Quando tornerai cavaliere dei sepolcri?” chiese una Sorgente.
“Quando mi stancherò delle tenebre
dei suoi occhi e i miei baci
peccheranno di dolcezza;
mai continuerei
se non riuscissi più a bere
il sangue delle sue labbra
e ad addormentarmi
al calore dei suoi seni”.

“Fermati qui, triste cavaliere
e accontentati di quest’acqua di seta;
troppo breve sarà la vostra storia
e troppo falsa”.

“Sparisci nei tuoi freddi abissi
e calati in questa tomba oscura,
lascia che le rocce siano il tuo sepolcro
e scorri morta tra le gole della valle”.
Il tramonto porta sempre le tenebre
e sfonda il cuore con spade di stelle.
Arrivò il cavaliere dalla sua fanciulla
e si amarono tra candele e lampade
nel silenzio della stanza.

Il giorno,
affinché fossero coperti i giochi dei due amanti
e si nascondessero agli occhi della morte,
fermò la notte che stava per sparire
e calò profonde tenebre.
Il sole li colse tra bianche coperte:
Sapevano di rose e di garofani.

Il cavaliere, per non essere scoperto,
da quella luce
fuggì via.
Bevve le lacrime della sua fanciulla
e strinse la sua bocca rossa
come una mela…
poi scomparve nel vento.

Il suo posto
fu preso dal sapore
di un sogno svanito.

Slàn
Krenneg McAff
Bardo e maestro di spada

Questa voce è stata pubblicata in emozioni.

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