Normandie National Anthem


INNO UFFICIALE DEL REGNO DI NORMANDIA
Dieu sauve notre reine!
Ma Normandie.

Dieu sauve notre reine,
l’amour pour la Normandie
Quand tout renaît à l’espérance,
Et que l’hiver fuit loin de nous,
Sous le beau ciel de notre France,
Quand le soleil revient plus doux,
Quand la nature est reverdie,
Quand l’hirondelle est de retour,

J’aime à revoir ma Normandie,
C’est le pays qui m’a donné le jour.
J’ai vu les champs de l’Helvétie,
Et ses chalets et ses glaciers,
J’ai vu le ciel de l’Italie,
Et Venise et ses gondeliers.

En saluant chaque patrie,
Je me disais : « Aucun séjour
N’est plus beau que ma Normandie,
C’est le pays qui m’a donné le jour.»
Il est un âge dans la vie,
Où chaque rêve doit finir,
Un âge où l’âme recueillie
A besoin de se souvenir.

Cantata in inglese in quanto il Regno Normanno, adesso, appartiene alla Corona Britannica. La versione normanna è quella, inconfondibile, in “maestoso” e cantata nella Cattedrale di Rouen- Normadie

La mia Famiglia nel 1015 venne in Sicilia dalla Normandia, nei due libri che raccontano la sua storia spesso vado a leggere le sue gesta, i matrimoni, le discendenze ecc. ecc.
Rimasta l’ultima discendente porto con gioia e onore la mia origine.

Dal Blog di Lord Ninni ho riportato l’Inno e la traduzione. Grazie Milord

Giovanna Scaglione

Questa voce è stata pubblicata in Araldica.

3 commenti su “Normandie National Anthem

  1. Lord Ninni scrive:

    cara Giovanna,
    che sorpresa.
    Una bella sorpresa in verità.

    Gli spiriti affini si trovano e si ritrovano sempre, con amore, con affetto e soprattutto con quello spirito di responsabilità, verità e giustizia che fa parte del DNA e che è presente copioso nel nostro sangue.
    I libri della casa.
    Già, li divorai fin da bambino quando sognavo dietro a quelle immagini bistrate e colorate. Immagini da me credute vuote e astratte di un tempo che fu.
    Con gli anni imparai a conviverci e soprattutto ad apprezzarne i significati:
    Amore e compassione profonda verso il prossimo.ù
    Decisione e risolutezza.
    Spirito creatore e mai passivo.
    Onore per se stessi, da produrre agli altri e rispetto per la vita.

    Tutto questo l’ho trovato d’impatto la prima volta che ti lessi. Erano i tempi di Splinder, ma già qualcosa, quel qualcosa d’impercettibile, queri globuli rossi che divennero blu, come la lingua dei nostri leoni passanti, fonti di equità e giustizio, forti e decisi ma mai aggressivi.
    Già.
    Conservo tracce dal 911 dove, in una sorta di diario ad uso dei pargoli a venire, viene conservata una memoria che, lungi dall’essere persa, ci racconta chi erano i nostri padri.
    Ma soprattutto ci pone in essere, nei confronti dell’Uomo, quale esempio per tutti di genialità e giustizia e di riscossa dall’oppressione per assurgere al bene collettivo.
    La mia famiglia di divise in tre tronconi: scozzese, irlandese e quel ramo che, assieme ai tuoi antenati, sfidando il barbarismo del mondo “conosciuto” gounsero fino in Sicilia dando vita all’Era moderna.
    Dando vita alla giustizia sociale.
    I miei antichi parenti e i tuoi antichi parenti, accomunati dalla “cuginanza”, a fianco a dianco, combatterono l’ingiusto e sfidando l’ignoto di un futuro incognito, portarono la propria dignità come esempio.
    Non ultimi (davanti alla ferma onestà, alla responsabilità, alla gestione dei tanti come dei pochi, non si è mai ultimi) ma i primi ne porre, con moltissima umiltà, l’esempio e il decoro che fu uso per i nostri padri, come per noi.
    Noi siamo quelli che ancora possiamo indicare dove sorge il sole e quanto fa caldo.
    E come allora “i nostri”, oggi anche noi cara Giovanna, abbiamo il grandissimo onore di praticare quanto, negli anni, ci insegnarono i padri e le nostre madri.
    Lo scrivo con tanta commozione.
    Con quella commozione che deriva dalla consapevolezza e dalla forza onesta che fa parte del sangue, come della nostra vita.
    Non sono un credente, ma se lo fossi, non potrei far altro che ricordarti nelle preghiere.

    Non ultimi, dunque, delle antiche vestigia, ma i primi della storia.
    Noi siamo la storia.

    Ti voglio bene

    Radii Mundi Sanguis Sagris
    Vis Imperat Sempre – Nulli secundus

    Antonio Maria Raimondi de Sagre Von Hohenstaufen di Svevia d’Altavilla

    Ninni

    • orofiorentino scrive:

      Anch’io ti voglio bene, molto perchè ci unisce un profondo senso del dovere. I nostri avi ci guardano e pensano che nonostante i secoli vivono ancora la loro profonda lealtà fino alla nostra fine. Da parte mia si chiuderanno definitivamente mille anni di storia ma qualcosa resta scritto e ricordato e questa è la mia gioia. Quei leoni passanti continueranno ad esistere anche per me.
      Il tuo commento mi ha toccato profondamente. troppe volte ho capito che chi non ha la storia nelle vene poco può comprendere.

      Hai scritto: ” Non sono un credente, ma se lo fossi, non potrei far altro che ricordarti nelle preghiere. “,
      Questo vale più di mille rosari bisbigliati.
      E’ la cosa più bella che potevi scrivere perchè vera e sentita.
      La conserverò come cosa preziosa oggi e per sempre.
      Ormai è ora di chiudere la giornata, andare a dormire e pensare a chi ci vuole bene, questo pensiero ti giunge tutte le sere credimi

      Noi siamo la storia

      Giovanna

  2. Lord Ninni scrive:

    eh eh eh il refuso maledetto ha colpito ancora:
    Vis Imperat Semper
    🙂

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