Il padrone


Il notaio osservava quelle persone, tutte parenti tra loro, sedute composte davanti a lui. Tra le mani aveva una lettera con un sigillo di ceralacca. Erano tutte persone povere ma con una dignità profonda. E’ morto il padrone del castello e di tutta la tenuta. Un uomo molto rigido nei modi, mai una parola gentile. Se non erano rimproveri al massimo un cenno del capo come accettazione del lavoro. Comunque non era cattivo e nemmeno superbo. I suoi occhi sembravano persi in ricordi lontani e tutti i contadini avrebbero voluto capirlo, forse aiutarlo con la generosità tipica delle grandi famiglie rurali. Non era possibile: lui lasciava sempre un qualcosa di invalicabile verso chiunque. Era inutile perdere altro tempo. Il notaio procedette all’apertura del testamento. Alcuni lasciti a opere umanitarie poi si passò uno per uno ai nomi dei contadini.
Poche parole: ad ognuno di loro lasciava un grande appezzamento di terreno che gli avrebbe permesso di vivere serenamente. A quelli più anziani lasciava il compito di custodire il castello e avrebbero ricevuto un lauto compenso mensile e la possibilità di passare ai figli questo compito quando non fossero più stati in grado di espletarlo.
Una piccola postilla al fondo: “ Ringrazio tutti perchè siete stati -la mia famiglia- e avete sopportato i miei modi scortesi senza mai lamentele, anzi con gentilezza anche quando non la meritavo. Di una cosa vi prego: ogni tanto venite sulla mia tomba a posare un fiore…mi sentirò meno solo !”
Tutti tacevano: avevano capito quell’uomo e lui li aveva ricompensati senza frasi roboanti ma con generosità sincera. Il sole tramontava ormai, dando una luce dorata al castello. Ognuno tornò al suo casolare, ai doveri di sempre. Il notaio chiuse la cartella, guardò fuori dalla finestra e vide uno spicchio di luna fare capolino.

@ orofiorentino

Immagine…http://www.fondazioneamendola.it/

Un commento su “Il padrone

  1. Lord Ninni scrive:

    Quanta bellezza in questo racconto.
    Quanto sentimento.
    Non si poteva leggere di meno mia signora.

    Cordialità

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