Le perle di Natale

Le perle magiche di Natale

La donna affascinata dalla bellezza delle perle nere e ancora di più dalla richiesta di matrimonio (a cui anelava da tempo solo per raggiungere il titolo di Duchessa ) guardò Ildebrando con occhi languidi. Con voce rotta dall’emozione sussurra < Si, caro, si non sognavo altro che diventare tua moglie, è una gioia immensa sono felice. Mettimi tu la collana non vedo l’ora di vedere come mi sta>

L’uomo, al culmine della gioia, chiude il fermaglio intorno al collo leggiadro della donna. Lei gli butta le braccia al collo e con voce chiara, perchè sentissero tutti esclama: < Quanto ti amo, caro >. La commozione prende i presenti ma d’improvviso accade qualcosa di strano, molto strano: Le perle al collo della donna cambiano colore. Da nere iniziano a diventare: gialle, verdi, rosse e a scottare. Tutti restano esterrefatti, quasi spaventati. Poi tutto torna a posto. La donna un poco preoccupata abbraccia Ildebrando e gli sussurra < Caro, che accade? Stringimi forte ho paura ma il tuo amore mi proteggerà. Sapessi quanto ti amo>

Nuovamente le perle cambiano colore e scottano ancora di più. Lei, terrorizzata, incomincia a correre per il salone urlando come una pazza < Levatemi queste cose terribili, mi avete fatto un maleficio… vi odio. Ildebrando, sei un mostro non voglio stare con te, non ti ho mai amato…sei così insignificante ! Voglio solo i tuoi soldi, essere duchessa. Ma ora basta me ne vado…ME NE VADO!> Mentre parlava e urlava le perle erano tornate nere.

La madre di Ildebrando, vecchia signora elegante sorride compiaciuta. Aveva riconosciuto subito le perle. Le perle magiche di Natale ! Con un sorriso attirò l’attenzione di tutti: < Ora vi spiego cosa è accaduto: non c’è nessun maleficio. Quelle perle hanno un dono. Essendo nate tutte nella notte di Natale, nel tempo crescendo dentro l’ostrica hanno acquisito un potere speciale. Cambiano colore e si scaldano fino a scottare se chi le porta dice bugie…tutto qui! Figlio mio sei stato proprio fortunato! >

Intanto la donna dalla bellezza conturbante, corre verso la sua auto, si strappa la collana dal collo la butta in terra. Si gira un attimo poi con una sgassata sparisce nel vialone in cerca di un altro duca disponibile.

@ orofiorentino

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Storpia solitudine

Ruggisce lontana
mia solitudine storpia
Lontani i dì grati
alla speranza.
Abbandonate torri nere
sono or casa, giaciglio
cuscino di ogni rinuncia
Ma di sì dolce tristezza
il cor si bea, nebbia
culla silente mi abbraccia
veli di parole fuggono
non voglio udir altre bugie.

@ orofiorentino

incipit dal sonetto di Vittorio Alfieri ” Tacito orror di solitaria selva ”

il golfino rosa

Saltello da una nuvoletta all’altra. Mi piace: sono morbide come un fiocco di cotone. Sono la ricchezza del cielo mi dicevano da piccola. Ora capisco il perchè: sono libere, seguono il vento o restano a scaldarsi al sole. Bianche lattate o scure come la notte. Eccone una rosa: appena rientrata da un delicato tramonto.
Chiedo: “ Posso? ”
Una vocina leggera mi invita: “Vieni, salta su: ti porto in giro per il mondo “.
Seduta comoda, con le gambe penzoloni, ammiro il paesaggio che scorre sotto di noi. Che meraviglie si vedono da quassù !
“ Fermati, fermati per favore….guarda quel lago? Quanto è bello ! “
“ Si, lo so, siamo amici da tanto tempo. Ogni volta che passo da qui vengo a salutarlo, facciamo due chiacchere sulle novità del mondo…sapessi quante cose mi racconta, a volte mi fa rotolare dalle risate. Di sotto, la gente con il naso all’insù si diverte a guardare quella strana nuvoletta rosa che rotola come una pallina e non sa che rido…come siete buffi voi umani visti da quassù: sempre agitati. Perchè poi? Dove dovete andare così di corsa? Qui: tra noi nuvole tutto è calmo, sereno. Qualche volta pare che litighiamo e sembra sia tempesta ma facciamo solo le capriole. “
Continuiamo il viaggio attraverso i continenti. Le scie degli aeroplani ci fanno compagnia ma si dissolvono subito: pochi attimi e son sparite. Nessun rumore disturba questa bellezza. Per passare sopra le montagne mi metto un golfino, fa freddo, poi tornate in basso lo levo. Il Tempo qui non ha Tempo, non esistono le ore, gli attimi. Tutto semplicemente è.
All’improvviso la nuvoletta si agita.
“ Scendi, scendi svelta…”
“ Perchè? “
“ Arriva il temporale e io sparirò in uno scroscio d’acqua, vai: se cadi ti fai male!”
“ No, non ti lascio, scendi, scendi veloce. Quando siamo quasi a terra ti arrotolo nel mio golfino e il Temporale non ti vede, così torneremo a volare. “
Un tuono mi sveglia di soprassalto. Mi accorgo che albeggia e già piove. Sulla poltroncina, al fondo del letto c’è il mio golfino arrotolato. Ieri sera era bianco…adesso è rosa!

@ orofiorentino

Mini racconto di fantasia

Dal finestrino del treno

Guardo dal finestrino del treno il Freccia Rossa sul binario accanto. Vedo un uomo di spalle, ha qualcosa di familiare. Si volta come chiamato dal mio pensiero. L’emozione violenta mi trafigge, sì è Luca. Anche lui mi ha riconosciuto. Da quanti anni non ci vedevamo? Ora eccoci qui: divisi dai finestrini che non si possono aprire. Nei nostri occhi c’è ancora quella dolcezza di tanti anni fa…quell’amore che sembrava finito. Sperando che capisca pronuncio silenziosamente quella frase che ci piaceva tanto nella nostra canzone preferita: “ Dammi solo un minuto”. Ha capito. Scendo dal treno che sta per partire a secondi. Corro lungo la pensilina mentre i due treni, lenti, si avviano verso il loro destino. Mi giro, guardo: è sceso anche lui. Ci corriamo incontro, senza parole ci abbracciamo forte. Gira la testa dalla felicità. Una voce di bimbo arriva solenne:
“ Babbo, babbo: meno male che non sei partito, la mamma vuole chiederti scusa, ti vuole ancora a casa con noi! Non te ne andare.”
Si scioglie l’abbraccio, sparisce l’attimo. Mi chino verso il bimbo egli dico:
“ Ora viene babbo, sai eravamo compagni di scuola, ciao piccolo! “
Mi allontano mentre le parole “ Dammi ancora un minuto “ tornano dentro la copertina di quel disco famoso.

@ Orofiorentino

Da ” Dammi solo un minuto “