Strana creatura

“E’ una curiosa creatura il passato”
se n’e andato
lasciando orme d’acqua
nei ricordi
Orme che tornano sempre
quando il cuore crede
di aver dimenticato

@ Orofiorentino

Incipit…“E’ una curiosa creatura il passato”

Rocca Calascio


Il castello di Rocca Calascio ha origini antiche, quando già attorno all’anno 1.000 in questa zona sorgeva un imponente sistema di avvistamento, che dagli Appennini giungeva sino al mare. Nel corso dei secoli, dopo alterne vicende, la zona venne totalmente abbandonata dall’uomo a causa della scarsità di occupazione.


questa foto è di… iacovoni vincenzo

 

Riguardo alla mia famiglia

Anche se non mi sono mai occupata nello specifico della storia genealogica degli Scaglione, tuttavia ricordo bene di avere letto notizie su questa famiglia molti anni fa, quando mi occupavo della loro collezione archeologica, in molti testi conservati nella loro biblioteca.
La leggenda della discendenza normanna riportata da Pasquale Scaglione è molto viva nella famiglia, anche se per stile, serietà ed estrema correttezza di questi signori, si ritiene cosa privata e appartenente appunto alla sfera strettamente familiare e non certamente motivo di vanterie o millanterie da divulgare. La leggenda viene ripresa proprio da quei testi che ebbi modo di consultare a suo tempo, in particolare dal Castiglione Morelli, che dedica una monografia, documentata secondo i metodi di allora, è ovvio, non certamente secondo la moderna storiografia, alle famiglia del patriziato di Cosenza: De Patricia consentina nobilitate monumentorum epitome, Venetijs 1713.
La consultazione di quest’opera è consigliabile, poichè in molti punti riporta anche fonti documentarie oggi perdute.

da….http://lecalabrie.forumup.it

Non ponno le lingue dolose criticare contro l’antichissima origine, e progressi di questa chiarissima famiglia. Scrivono sovra di lei Landulfo de Lauterburgh antico scrittore Alemanno nella sua historia de gl’huomini illustri militari Germani, che Uberto di Colonia Barone potente, e valeroso ambitoso d’acquistarsi gloria militare, e domini in Italia si congiunse co’ chiarissimi Baroni Normandi, e con quelli se nè passò, e valorosamente adoperandosi fù fatto dal Conte Ruggiero Bosso, Mastri di Campo, e Henrico S. in Calabria, quindi valorosamente portandosi acquistarono alcune Terre, e molta stima appo i Prencipi Normandi, come riferisce Bernaut di Spira, il quale de’ Scaglione… Continua

Uno dei Blasoni

La cucina…una passione di Leonardo da Vinci

Ci sono oggetti, come i tovaglioli, che pensiamo esistano sulle tavole da sempre. In realtà fino alla fine del Medioevo, che si trattasse di reali e nobili o di semplici contadini, i commensali erano soliti pulirsi bocca e mani con la tovaglia. Fu merito di Leonardo Da Vinci se agli albori dell’età moderna, esattamente nel 1491, questa rozza consuetudine fu superata e i tovaglioli giunsero sulle tavole dei signori dell’epoca.

Il grande genio fiorentino, oltre ad eccellere nelle più varie declinazioni dell’arte e della conoscenza, trovò anche il tempo di dedicarsi all’universo della tavola e dell’apparecchiatura. Infastidito dai gesti barbari e dall’incuranza diffusa nei banchetti di Ludovico Sforzo Il Moro e spinto dall’amore per la pulizia e l’ordine, Leonardo ebbe l’intuizione di creare “una tovaglia in miniatura” per ciascun ospite, il tovagliolo appunto.

«Una volta, a fine cena — così racconta Leonardo Da Vinci in quello che oggi è chiamato Codice Romanoff — dopo che gli ospiti se n’erano andati, guardando la tovaglia del mio Signore Ludovico, ho visto una scena di totale disordine e inciviltà — neanche un campo di battaglia poteva assomigliarle — e ora penso che la mia prima priorità, prima di qualsiasi cavallo o pala d’altare, sia quella di trovare una soluzione. Ne ho già in mente una».

L’interesse di Leonardo per la questione del resto è documentata anche dai numerosi rapporti inviati da Pietro Alemanni, ambasciatore di Firenze a Milano, al signore di Firenze in cui lo informa dell’impegno di Leonardo a favore di una maggiore civiltà al momento dei pasti: «Signoria Fiorentina (luglio 1491 — Annuali di Firenze, volume 14, pagine 314-315) dichiara che Mastro Leonardo… da qualche tempo ha abbandonato la scultura e la geometria per risolvere i problemi delle tovaglie del Sire Lodovico, la cui sporcizia — me l’ha confessato — lo assilla. E adesso ha messo in tavola la sua soluzione: una tovaglia individuale posta davanti ad ogni ospite, da insozzare al posto della tovaglia grande».

Attraverso la preziosa testimonianza di Pietro Alemanni veniamo a conoscenza anche dell’iniziale insuccesso riscontrato dall’invenzione di Da Vinci. Alla sua prima apparizione sulla scena pubblica, il tovagliolo venne utilizzato nella maniere più diverse e fantasiose: alcuni ci soffiorano il naso, altri giocarono a tirarsela addosso, altri ancora ci nascosero le vivande da portare a casa, altri ci si sedettero persino sopra. A nessuno venne in mente, però, di impiegare il tovagliolo per pulirsi la bocca, come sperato dal suo inventore. Il risultato? La solita tovaglia piena di macchie e disordine.

Nonostante il disappunto per quanto avvenuto, Leonardo tuttavia non si perse d’animo e arrivò persino a disegnare degli schemi per illustrare come piegare i tovaglioli in delle forme somiglianti a fiori, uccelli e palazzi. Ma l’ingegno dell’artista non si fermò solo qui. Per agevolare l’igiene nelle mense dell’epoca progettò anche dei macchinari ruotanti per asciugare i tovaglioli dopo il lavaggio. Tali macchine potevano essere manovrate dagli uomini e, non si sa bene ancora come, dalle api!

L’ideale di pulizia e ordine di Leonardo ancora oggi del resto possiamo ammirarlo nella bella tavola raffigurata dell’Ultima Cena di Milano. Una tavola, certamente, ben diversa da quella della sua epoca!

Di Alessandra Cioccarelli

La mia vita

A teatro va in scena una nuova opera. Una pièce particolare, titolo : “ La mia vita “. Dopo il primo atto ( l’Infanzia ) il pubblico sembra soddisfatto. Gli atti successivi ( Giovinezza e Maturità) si dipanano tranquillamente. Alla fine dell’ultima scena, l’attrice con la voce rotta da una profonda emozione esclama: “ Vi supplico non applaudite. Nulla va aggiunto a questa mia vita tanto vissuta ma che è la rappresentazione di un unico tragico flop ! “.
Lento cala il sipario a chiudere una disperazione accolta dallo scrosciare del silenzio.

@ orofiorentino

immagine…Barbara De Rossi da: lenews.info

Curiosando nella vita di Leonardo

Ho ripreso in mano la biografia di Leonardo. Mi affascina il suo genio, le immense capacità d’ingegno. Eppure nasce da un notaio venticinquenne e da una giovane domestica. Il padre non può sposare la ragazza in quanto di ceto sociale troppo inferiore. Comunque lo riconosce come figlio illegittimo. persino il Nonno ne fa cenno nei diari della famiglia e lo considera un vero nipote. La madre viene fatta sposare ad un contadino in modo che il piccolo avesse comunque una famiglia regolare. nato ad Anchiano, piccola frazione di Vinci vicino a Firenze. Quello che mi ha lasciato stupita è che quando è stato battezzato i genitori non poterono essere presenti perchè non sposati!
Che strane leggi a quei tempi. Nel passare degli anni il padre si sposò quattro volte, con donne degne della sua posizione. Dalla prima e seconda non ebbe figli. Dalla terza sei e anche dalla quarta altri sei. Mentre da parte di madre ebbe nove sorelle. Direi una famiglia piuttosto numerosa !
Continuo a leggere anche se, ormai, so quasi tutto a memoria…

@ Orofiorentino

Domando a me stessa…

A qualunque tipo di croce tu sia inchiodato Gesù, la tua sofferenza potente, immane è tutta dedicata alla salvezza degli uomini. Oggi mi domando: quanti hanno davvero capito?
Io, abbagliata dalla tua forza: chino la testa e mi domando…”Sarò degna ?”

@ orofiorentino

Opera di Salvador Dalì: Corpus-Hypercubus olio su tela Metropolitan Museum of Art di New York.

View original post