Curiosità…apparecchiamo alla francese

La mise en place alla francese, ovvero quello stile di apparecchiatura che vede, come tratto distintivo, le forchette e i cucchiai rivolti faccia in giù sul tavolo da pranzo. E’ nota la grandeur francese per cui, in molti, sostengono che i rebbi girati verso il piano del tavolo siano segno inequivocabile di ricchezza. Chi non apparecchia in questo modo rivela la sua paura di rovinare il tovagliato. In sintesi: un poveraccio.

Ma…
In verità, l’origine è un’altra, ed è italiana. E’ stata importata da colei che dispregiativamente i francesi chiamavano La Mercantessa per i suoi natali borghesi ovvero Caterina De Medici, moglie di Enrico II di Francia. Siamo nel 1500, il secolo che vede l’ascesa della Francia a grande potenza europea e Caterina, donna arguta, colta e formidabile politica decide che è tempo di portare le buone maniere anche a corte, o meglio, in tavola.
Sino ad…

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Le reliquie dei re magi


La testimonianza della custodia nella Chiesa di Sant’Eustorgio a Milano si trova nella iscrizione di antichissima data, sul lato sinistro (guardando la facciata della chiesa), che dice:”Basilica Eustorgiana titulo Regibus Magis” che attesterebbe la presenza dei corpi dei Re Magi.
In oltre, la chiesa ambrosiana, nel calendario e nei libri liturgici, di prima del X secolo, viene chiamata Basilica dei Re.
Nel 1164 durante l’assedio di Federico Barbarossa, i resti dei Re Magi furono trafugati e trasportati a Colonia, dove venne costruita una bellissima cattedrale per contenerli e dove ora riposano.
Cattedrale di Colonia – Arca dei Tre Re Magi

Grande fu lo sconforto dei cittadini alla notizia, e Milano tentò più volte di riaverle, ci provò anche Ludovico il Moro nel 1434 ma inutilmente.
Solo il cardinal Ferrari, agli inizi del secolo scorso, riuscì ad ottenere parte delle ossa ora collocate in un prezioso tabernacolo sopra l’altare dei Magi.

Le poche reliquie tornate in Italia.

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Orofiorentino

Il Castello di Villa Tresana

I due imponenti torrioni, una torre circolare e un edificio a pianta quadrangolare, lasciano intuire, come per Groppoli, la preesistenza di un insediamento militare e amministrativo a controllo della via di comunicazione che agevolmente scendeva a Tresana da Mulazzo, Groppoli, Castevoli, Pieve, Popetto e da Tresana poteva dirigersi su Aulla o risalire verso Podenzana, Giovagallo, Madrignano, La Spezia e Val di Vara.

Sino a qualche anno fà il castello si trascina in rovinoso abbandono e le immagini, sono quelle pittoresche di un rudere imponente, assediato dalle case e ancor di più dalla disordinata vegetazione.
L’edificio è una semplice costruzione progettata a pianta quadrangolare, con torri cilindriche ai vertici opposti, realizzati con la classica muratura di pietra d’uso in Lunigiana.
L’edificio è di proprietà privata ed è stato completamente ristrutturato dagli attuali proprietari che lo utilizzano come residenza estiva.

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