Foto di Roma 21 settembre 2017

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il golfino rosa

Saltello da una nuvoletta all’altra. Mi piace: sono morbide come un fiocco di cotone. Sono la ricchezza del cielo mi dicevano da piccola. Ora capisco il perchè: sono libere, seguono il vento o restano a scaldarsi al sole. Bianche lattate o scure come la notte. Eccone una rosa: appena rientrata da un delicato tramonto.
Chiedo: “ Posso? ”
Una vocina leggera mi invita: “Vieni, salta su: ti porto in giro per il mondo “.
Seduta comoda, con le gambe penzoloni, ammiro il paesaggio che scorre sotto di noi. Che meraviglie si vedono da quassù !
“ Fermati, fermati per favore….guarda quel lago? Quanto è bello ! “
“ Si, lo so, siamo amici da tanto tempo. Ogni volta che passo da qui vengo a salutarlo, facciamo due chiacchere sulle novità del mondo…sapessi quante cose mi racconta, a volte mi fa rotolare dalle risate. Di sotto, la gente con il naso all’insù si diverte a guardare quella strana nuvoletta rosa che rotola come una pallina e non sa che rido…come siete buffi voi umani visti da quassù: sempre agitati. Perchè poi? Dove dovete andare così di corsa? Qui: tra noi nuvole tutto è calmo, sereno. Qualche volta pare che litighiamo e sembra sia tempesta ma facciamo solo le capriole. “
Continuiamo il viaggio attraverso i continenti. Le scie degli aeroplani ci fanno compagnia ma si dissolvono subito: pochi attimi e son sparite. Nessun rumore disturba questa bellezza. Per passare sopra le montagne mi metto un golfino, fa freddo, poi tornate in basso lo levo. Il Tempo qui non ha Tempo, non esistono le ore, gli attimi. Tutto semplicemente è.
All’improvviso la nuvoletta si agita.
“ Scendi, scendi svelta…”
“ Perchè? “
“ Arriva il temporale e io sparirò in uno scroscio d’acqua, vai: se cadi ti fai male!”
“ No, non ti lascio, scendi, scendi veloce. Quando siamo quasi a terra ti arrotolo nel mio golfino e il Temporale non ti vede, così torneremo a volare. “
Un tuono mi sveglia di soprassalto. Mi accorgo che albeggia e già piove. Sulla poltroncina, al fondo del letto c’è il mio golfino arrotolato. Ieri sera era bianco…adesso è rosa!

@ orofiorentino

Mini racconto di fantasia

Dal finestrino del treno

Guardo dal finestrino del treno il Freccia Rossa sul binario accanto. Vedo un uomo di spalle, ha qualcosa di familiare. Si volta come chiamato dal mio pensiero. L’emozione violenta mi trafigge, sì è Luca. Anche lui mi ha riconosciuto. Da quanti anni non ci vedevamo? Ora eccoci qui: divisi dai finestrini che non si possono aprire. Nei nostri occhi c’è ancora quella dolcezza di tanti anni fa…quell’amore che sembrava finito. Sperando che capisca pronuncio silenziosamente quella frase che ci piaceva tanto nella nostra canzone preferita: “ Dammi solo un minuto”. Ha capito. Scendo dal treno che sta per partire a secondi. Corro lungo la pensilina mentre i due treni, lenti, si avviano verso il loro destino. Mi giro, guardo: è sceso anche lui. Ci corriamo incontro, senza parole ci abbracciamo forte. Gira la testa dalla felicità. Una voce di bimbo arriva solenne:
“ Babbo, babbo: meno male che non sei partito, la mamma vuole chiederti scusa, ti vuole ancora a casa con noi! Non te ne andare.”
Si scioglie l’abbraccio, sparisce l’attimo. Mi chino verso il bimbo egli dico:
“ Ora viene babbo, sai eravamo compagni di scuola, ciao piccolo! “
Mi allontano mentre le parole “ Dammi ancora un minuto “ tornano dentro la copertina di quel disco famoso.

@ Orofiorentino

Da ” Dammi solo un minuto “

LA BELLEZZA NECESSARIA

Il 31 agosto 1967, all’autodromo di Monza, l’Alfa Romeo presentava la 33 Stradale. Al mito della più desiderata vettura del Biscione il Museo Alfa Romeo di Arese dedica una mostra speciale. Una installazione dedicata racconta il mito della 33 attraverso una eccezionale esposizione di esemplari: il prototipo della Stradale, le versioni da corsa e le concept allestite dai più famosi carrozzieri e designer del tempo sul suo telaio.
Si inaugura dal 31 agosto al Museo Alfa Romeo di Arese “33 La bellezza necessaria“, una mostra dedicata interamente alla 33 Stradale nel cinquantesimo anniversario della sua presentazione ufficiale, avvenuta il 31 agosto del 1967 sulla pista di Monza. Quel giorno la Casa del Portello presentava al mondo una autentica hypercar o, forse, qualcosa di ancora più importante e sensazionale: una meccanica da corsa resa sommariamente adatta all’utilizzo su strada, vestita con un affascinante carrozzeria opera di Franco Scaglione.

La 33 Stradale è un mito per molti motivi: prestigio pari, se non superiore, alla più titolata concorrenza dell’epoca (Ferrari in testa), massima espressione del DNA Alfa Romeo, summa tecnologica dell’esperienza della Casa nelle competizioni, connessione diretta con la versione da competizione, rarità (solo 18 esemplari prodotti), prezzo (circa 10 milioni di Lire, prezzo astronomico per l’epoca), valore collezionistico odierno e indiscutibile fascino estetico.

Per descrivere e raccontare appieno quest’auto e cosa abbia significato per l’azienda, il Museo le dedica uno spazio speciale, dove sarà possibile ammirare un ragguardevole numero di Alfa Romeo 33: oltre al prototipo della Stradale, appartenente alla collezione permanente, le versioni da corsa (33/2 Daytona , la 33/3, la 33 TT12 e la 33 SC12 turbo) e cinque delle sei concept allestite all’epoca (Carabo, Iguana, 33/2 Speciale, Cuneo e Navajo).

“33 La bellezza necessaria” è visitabile dal 31 agosto durante gli orari di apertura al pubblico (tutti i giorni tranne il martedì dalle 10 alle 18). A questa iniziativa ne seguiranno altre dedicate alla 33 Stradale.

Alvise-Marco Seno

Articolo da: RUOTECLASSICHE mese di settembre 2017
http://ruoteclassiche.quattroruote.it/auto-moto/automobili/alfa-romeo/33-la-bellezza-necessaria-al-museo-alfa-romeo-si-festeggiano-50-anni-di-un-capolavoro/

Piove ruggine

Piove dal cielo ruggine
l’incandescente ferro
di tutte le battaglie
Soldati muoiono, muoiono
dolorosamente giovani
Le loro madri piangono
lacrime di piombo…
perchè, perchè la guerra?
Intanto…c’è un dio che ride
sulle tovaglie di damasco…

@ Orofiorentino

Incipit…“C’è un dio che ride sulle tovaglie di damasco…
tratto dalla poesia il Male di Arthur Rimbaud